I tecnici del MIMIT, Ministero delle Imprese e del Made in Italy, hanno annunciato con un nuovo DPCM il Fondo Automotive 2026-2030 con uno stanziamento complessivo di circa 1,6 miliardi di euro. La misura punta a sostenere non tanto i tradizionali bonus all’acquisto di nuove auto elettriche o ibride, ma l’intera filiera produttiva, l’innovazione tecnologica e la transizione verso la mobilità elettrica, incluso l’ecosistema di ricarica.
Fondi a sostegno dell’industria e dell’innovazione
Se negli anni passati gli incentivi all’acquisto di auto elettriche rappresentavano il principale strumento di sostegno alla domanda, il nuovo Fondo Automotive punta su una strategia diversa. Secondo quanto annunciato, il 75% delle risorse (circa 1,2 miliardi di €) sarà destinato a progetti di innovazione, a supporto dell’offerta e dell’industria, con finanziamenti mirati a rafforzare la capacità produttiva e a sostenere le attività di ricerca e sviluppo.
Perciò 750 milioni finanzieranno attività di ricerca e sviluppo nell’ambito degli Accordi per l’innovazione, mentre 450 milioni saranno indirizzati ai Contratti di sviluppo per investimenti produttivi.
Questo approccio riflette la volontà del MIMIT di rafforzare la competitività della filiera automobilistica italiana, favorendo tecnologie avanzate legate alla mobilità elettrica, alle batterie, ai componenti elettronici e alla produzione nazionale di veicoli a basse emissioni.
Misure dedicate ai privati
Sebbene la fetta più consistente del Fondo Automotive sia rivolta alle imprese, il 25%, circa 400 milioni di € saranno destinati a iniziative a favore dei consumatori. Le risorse saranno distribuite tra diverse iniziative e progetti dedicati alla transizione energetica:
- Bonus colonnine: contributi per l’acquisto e l’installazione di infrastrutture di ricarica domestiche e condominiali
- Bonus per veicoli commerciali leggeri e mezzi elettrici di piccole dimensioni
- Bonus sull’acquisto o il leasing di un quadriciclo elettrico, ossia le minicar
- Noleggio sociale a lungo termine di veicoli elettrici
- Retrofit a gas: incentivi per la conversione delle auto a benzina con impianti GPL o metano, una misura transitoria per ridurre le emissioni dei veicoli già in circolazione, in attesa di una transizione definitiva verso l’elettrico
Pur prevedendo diverse misure a favore dei cittadini, resta escluso dal provvedimento l’ecobonus legato all’acquisto di auto elettriche o ibride, che non verrà perciò rinnovato nei prossimi anni.
Reazioni del mercato e sviluppi futuri
La scelta di non stanziare fondi per l’acquisto di nuove auto a basso impatto divide: concessionari e associazioni dei consumatori temono una frenata della domanda privata e un calo delle immatricolazioni di auto elettriche, mentre molti analisti sostengono che stimolare la domanda con incentivi diretti all’acquisto delle auto, in assenza di una solida base industriale e infrastrutturale può portare a risultati di breve periodo senza impatto strutturale sul mercato. Secondo questa prospettiva, investire in ricerca e innovazione è una leva strategica per guidare la transizione tecnologica e competere a livello internazionale.
Chiaramente, il comunicato dei tecnici MIMIT è stato accolto con entusiasmo da Assogasliquidi-Federchimica, l’associazione che rappresenta le imprese operanti nella distribuzione di gas liquefatti (GPL e GNL) per uso combustione e autotrazione.
Nei prossimi mesi, con il decreto attuativo e la pubblicazione dei bandi, si potrà valutare se il piano rappresenterà una reale spinta alla modernizzazione del settore e si potrà conoscere i tempi di attuazione degli incentivi, con la speranza che possano diventare operativi già nei primi mesi del 2026, senza quei ritardi che, negli ultimi anni, hanno rallentato iniziative simili.


