L’installazione di una stazione di ricarica di auto elettriche all’interno del proprio box privato o in un’area comune del condominio è sempre possibile ma richiede procedure differenti.
Vediamo insieme quali sono le opzioni a disposizione di chi guida un’auto elettrica e desidera installare una stazione di ricarica nel box auto privato e nel garage condominiale.

STAZIONE DI RICARICA NEL BOX AUTO IN CONDOMINIO

Chi possiede un box auto privato interno al condominio, potrebbe essere interessato ad installare una Wallbox con linea elettrica allacciata direttamente al proprio contatore.
In questo caso, si può procedere all’installazione senza il bisogno di chiedere permessi o consensi vari.
Un adeguamento contenuto di potenza del contatore (solitamente fino a 6 kW)e viene effettuato dal fornitore in via telematica senza modifiche al contatore o all’impianto.
È necessaria comunque una verifica dell’impianto prima di procedere ad un aumento di potenza.
Qualora l’installazione della Wallbox richieda la sostituzione della linea elettrica, occorre comunicarlo all’amministratore del condominio e sincerarsi che i lavori siano condotti senza arrecare danni alle parti comuni, nel rispetto delle norme di sicurezza e delle linee guida dei Vigili del Fuoco (circolare 2/18, prot. U.0015000 del 5/11/18).

STAZIONE DI RICARICA NEL BOX AUTO ALLACCIATO AL CONTATORE CONDOMINIALE

L’allaccio della Wallbox o della stazione di ricarica alla linea elettrica del box condominiale prevede una verifica tecnica dell’impianto elettrico che alimenta i box e della potenza del contatore condominiale. Inoltre, sarà necessario acquistare un misuratore dei consumi, così da calcolare la quota di energia utilizzata.

Vediamo cosa dice il Codice Civile in merito:

  • Articolo 1117 “Sono oggetto di proprietà comune dei proprietari delle singole unità immobiliari dell’edificio, i sistemi centralizzati di distribuzione e di trasmissione per l’energia elettrica”.
    Il fatto di essere di proprietà comune è generalmente inteso come destinazione ad uso comune.
  • Ai sensi dell’𝗔𝗿𝘁𝗶𝗰𝗼𝗹𝗼 𝟴𝟭𝟰, la corrente elettrica è considerata un bene mobile in quanto energia naturale che ha valore economico.
  • L’𝗔𝗿𝘁𝗶𝗰𝗼𝗹𝗼 𝟭𝟭𝟬𝟮 sancisce il diritto di ogni comproprietario di utilizzare il bene comune “purché non ne alteri la destinazione e non impedisca agli altri partecipanti di farne parimenti uso secondo il loro diritto”.
    Ciò stabilisce che il comproprietario può utilizzare il bene comune ma è il solo responsabile delle spese relative all’uso dello stesso. Si può allacciare la wallbox al contatore condominiale mettendo un contatore a defalco per contabilizzare l’energia che sta utilizzando e farsi carico della spesa.

STAZIONE DI RICARICA NEL BOX AUTO SENZA CORRENTE

Se all’interno del box auto non c’è un impianto elettrico vi sono 3 possibilità:

  1. Installare una nuova linea elettrica allacciata alla propria utenza domestica.
  2. Sottoscrivere un nuovo contratto indipendente da quello dell’utenza domestica, che alimenti esclusivamente il Box Auto.
  3. Chiedere l’allacciamento alla rete condominiale e munire l’impianto di un contatore di scatti per monitorare il proprio consumo.

Quest’ultima ipotesi, però, è più complessa. Occorre, infatti, valutare se la linea elettrica condominiale che alimenta i box sia idonea alla ricarica di un’auto elettrica e se il contatore condominiale abbia una potenza adeguata.

STAZIONE DI RICARICA NEL POSTO AUTO ESTERNO

In questo caso la situazione è similare a quella appena descritta, ossia l’installazione della stazione di ricarica del box senza corrente.
Si può richiedere l’installazione di una colonnina all’interno del proprio posto ad uso esclusivo, valutandone la fattibilità, le problematiche e le possibili soluzioni che riflettono quelle del punto precedente.

STAZIONE DI RICARICA NEL POSTO AUTO IN GARAGE CONDOMINIALE

Se non si possiede un box auto privato né un posto ad uso esclusivo, l’unica soluzione diventa far installare un Wallbox o una colonnina di ricarica in un’area comune del condominio.
In questo caso, il possessore dell’auto elettrica può presentare all’amministratore il progetto per farlo approvare con votazione a maggioranza semplice durante l’assemblea di condominio, secondo la Legge 134 del 2012.
L’approvazione implica la divisione delle spese ma ovviamente anche il diritto di utilizzo da parte di tutti i condomini. Se durante la votazione non si arriva alla maggioranza, il richiedente potrà ugualmente procedere ma dovrà sostenere da solo le spese di installazione e di manutenzione del dispositivo, assicurandosi di non danneggiare le aree comuni e rispettando le regole in vigore in termini di sicurezza e accessibilità nel condominio.
Coloro che non sono favorevoli possono anche scegliere di non partecipare alle spese di installazione e di manutenzione dell’impianto e naturalmente non avrà la possibilità di usufruire del servizio.
Se in un secondo momento dovesse cambiare idea, potrà pagare per acquistare una “quota” della Wallbox o della colonnina di ricarica, partecipando quindi alle spese di installazione in maniera retroattiva.

Installare una Wallbox o una colonnina di ricarica non dà automaticamente diritto all’esclusività del posto auto. Secondo l’articolo 1120 del Codice Civile, infatti, la destinazione d’uso delle cose comuni non può essere alterata, dunque, non si può privare alcun condòmino del diritto di fruirne.
In mancanza di regolamentazioni più precise, e se non prevale il buonsenso, ogni disputa sull’occupazione dell’area in cui si trova il punto di ricarica da parte di veicoli non elettrici o in possesso di condòmini non autorizzati all’utilizzo, rischia di sfociare in una controversia legale non sempre di facile soluzione…

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