Sempre più operatori propongono ai condomìni di installare l’infrastruttura di ricarica “gratis”, in cambio di un canone o di una percentuale sui consumi per 8-10 anni. Sulla carta sembra l’uovo di Colombo: nessuna spesa iniziale, nessuna delibera complicata. Nella pratica, su un orizzonte di 10 anni, il conto può ribaltarsi. Questo articolo spiega come confrontare le due strade in modo onesto, con i numeri in mano, così da arrivare in assemblea preparati.
Le due strade: cosa significano davvero
Infrastruttura di proprietà del condominio
Il condominio (o i singoli interessati) finanzia l’impianto comune — il “backbone”: colonnina montante, quadro dedicato, sistema di gestione del carico e di contabilizzazione. Da quel momento l’infrastruttura è un bene del condominio: nessun canone, i consumi si pagano al proprio fornitore di energia, e ogni nuova wallbox si attacca a un impianto già pronto.
Modello a canone “costo zero”
Un operatore installa l’infrastruttura senza addebito iniziale e si ripaga nel tempo: con un canone fisso, con un ricarico sul prezzo dell’energia (€/kWh più alto del costo reale), o con una combinazione dei due, spesso vincolando il condominio a un contratto pluriennale di esclusiva.
Il punto che in assemblea sfugge: il costo totale a 10 anni (TCO)
“Costo zero” descrive solo il giorno uno. La domanda corretta è: quanto costa l’infrastruttura nell’arco di vita del contratto? Questo è il TCO — Total Cost of Ownership.
Ragioniamo su una struttura di confronto:
| Voce (orizzonte 10 anni) | Proprietà condominio | Canone operatore |
|---|---|---|
| Investimento iniziale infrastruttura comune | una tantum, secondo le condizioni contrattuali | €0 |
| Canone annuo / quota fissa | €0 | Per 10 anni secondo le condizioni contrattuali |
| Ricarico €/kWh sull'energia | nessuno (paghi il tuo fornitore) | secondo le condizioni contrattuali |
| Proprietà dell'impianto a fine periodo | del condominio | dell'operatore (salvo riscatto) |
| Libertà di cambiare fornitore di energia | sì | spesso vincolata |
Il meccanismo da capire è semplice: nel modello a canone non esiste il “gratis” — esiste un costo spalmato e, di solito, più alto del costo reale dell’infrastruttura, perché include il margine e il rischio dell’operatore. Su 10 anni, e con più auto che ricaricano, il ricarico €/kWh è la voce che pesa di più e che meno si nota nelle delibere.
Cosa controllare PRIMA di firmare un’offerta a canone
- Durata del vincolo e penali in caso di recesso
- Proprietà dell’impianto alla scadenza: torna al condominio o resta all’operatore?
- Prezzo dell’energia: è il costo reale o c’è un ricarico? Di quanto?
- Esclusiva: il condominio può aggiungere wallbox di altri o cambiare gestore?
- Manutenzione e guasti: chi paga, con quali tempi di intervento?
- Conformità: l’infrastruttura rispetta CEI 64-8/722 e la Circolare VVF 2/2018? (Vale per entrambi i modelli, ma con il canone il condominio resta comunque responsabile dell’autorimessa.)
Il punto normativo che riguarda entrambe le strade
Qualunque modello si scelga, l’impianto comune insiste su parti comuni (art. 1122-bis c.c.) e su un’autorimessa che, sopra certe soglie, è soggetta a prevenzione incendi (DPR 151/2011, Circolare VVF 2/2018). Una soluzione “regalata” ma non conforme resta un problema del condominio. La proprietà dell’infrastruttura ha un vantaggio anche qui: il condominio controlla direttamente come è fatto l’impianto, invece di dipendere dalle scelte di un operatore terzo.
Quando conviene l’una o l’altra
- Proprietà: conviene quando c’è una massa critica di interessati, si vuole valorizzare l’immobile e non si vogliono vincoli pluriennali. È la scelta che, a 10 anni, di norma costa meno.
- Canone: può avere senso quando manca del tutto la liquidità iniziale e gli interessati sono pochissimi, accettando però un costo complessivo più alto e meno controllo.
Il modo serio per decidere è mettere a confronto due preventivi sullo stesso orizzonte temporale e leggere il TCO, non il titolo “costo zero”FAQ
“Costo zero” significa davvero gratis?
No. Significa nessun esborso iniziale: il costo è spalmato in canone e/o ricarico sull’energia per tutta la durata del contratto. Su 10 anni di solito si paga di più.
Di chi è l’infrastruttura alla fine del contratto a canone?
Dipende dal contratto: spesso resta dell’operatore, salvo clausola di riscatto. Va verificato prima di firmare.
Con l’infrastruttura di proprietà, ogni condòmino paga la sua ricarica?
Sì: con un sistema di contabilizzazione ciascuno paga solo i propri kWh, al proprio fornitore o tramite ripartizione interna.
Serve l’assemblea per scegliere?
Per un’infrastruttura su parti comuni sì (art. 1122-bis c.c.). È il momento giusto per confrontare i due modelli sul costo a 10 anni.
Posso aggiungere altre wallbox in futuro?
Con l’infrastruttura di proprietà sì, è predisposta per crescere. Con il canone dipende dalle clausole di esclusiva.Vuoi portare la ricarica elettrica nel tuo condominio, fatta da specialisti?
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