infrastruttura di ricarica autostrade italiane

Infrastruttura di ricarica sulle autostrade italiane

La transizione energetica viaggia su quattro ruote e la crescita della mobilità elettrica in Italia passa inevitabilmente attraverso lo sviluppo di un’infrastruttura di ricarica capillare ed efficiente lungo le strade cittadine e la rete autostradale.
Il numero di colonnine installate nelle aree di servizio, negli ultimi anni, è aumentato in modo significativo, consentendo agli automobilisti di affrontare lunghi viaggi con maggiore tranquillità e senza l’ansia da ricarica (range anxiety).

 

Quanti punti di ricarica ci sono in autostrada?

Dall’analisi condotta da Motus-E, al 31 Marzo 2026, in Italia si contano 78.253 punti di ricarica, oltre 12.000 in più rispetto a Marzo 2025.
Sulle autostrade italiane sono presenti 1.461 punti di ricarica, contro i 1.108 registrati l’anno precedente, segnando una crescita del 31,9% su base annua. Questo incremento è stato trainato principalmente dai piani di elettrificazione dei grandi concessionari (come il progetto Free To X di Autostrade per l’Italia e le iniziative di iPlanet), che hanno trasformato le tradizionali aree di servizio in veri e propri hub energetici per veicoli elettrici.

Poco più del 50% delle 473 aree di servizio autostradali è oggi dotato di colonnine di ricarica per auto elettriche.

 

Potenza in kW: la rivoluzione della ricarica ultra-veloce (High Power Charging)

In autostrada il fattore tempo è cruciale. Nessun automobilista desidera attendere ore per ricaricare la batteria durante un lungo viaggio. Perciò l’infrastruttura di ricarica sulle autostrade italiane si concentra quasi esclusivamente sulla ricarica rapida (DC) e ultra veloce (HPC – High Power Charging)

  • Ricarica Fast (fino a 149 kW): recupero di una quantità significativa di energia in circa 30-40 minuti.
  • Ricarica Ultra-Fast (pari o superiore a 150 kW fino a 350 kW): con potenze che toccano i 300 kW e 350 kW, le auto compatibili con l’architettura a 800V possono ricaricare dall’10% all’80% in meno di 20 minuti

Dislocazione delle colonnine e divario geografico

Se da un lato i numeri assoluti crescono, dall’altro la dislocazione geografica delle colonnine in autostrada riflette le asimmetrie del territorio italiano.
Le direttrici più trafficate d’Italia mostrano una copertura eccellente. L’Autostrada del Sole, Milano-Napoli (A1) e la Torino-Trieste (A4) dispongono di colonnine ultra-veloci in quasi tutte le principali aree di servizio, garantendo una distanza media tra un punto di ricarica e l’altro ampiamente inferiore ai 100 chilometri.
La dorsale adriatica (A14) e la Salerno-Reggio Calabria (A2) hanno visto l’apertura di nuovi punti di ricarica utra veloci. Per quanto riguarda le due grandi isole, la densità dei punti di ricarica lungo le tratte autostradali siciliane e sarde necessita ancora di forti investimenti, specialmente in vista dei flussi turistici estivi.

 

Il Regolamento AFIR

Lo sviluppo di un’infrastruttura di ricarica estesa ed efficiente è fortemente influenzato dal regolamento europeo AFIR, acronimo di “Alternative Fuels Infrastructure Regulation” (Regolamento sulle infrastrutture per i combustibili alternativi), che impone, entro il 2030, la realizzazione di stazioni di ricarica con una potenza di almeno 350 kW ogni 60 km sulla rete TEN-T, ossia la principale rete stradale dell’Unione Europea.

 

Le autostrade italiane supportano l’elettrico?

L’infrastruttura di ricarica sulle autostrade italiane non è più una promessa futuristica, ma una realtà solida in costante espansione. Con oltre 1.400 punti ad alta potenza e la progressiva standardizzazione dei sistemi a 300/350 kW, viaggiare in elettrico lungo la penisola è diventato semplice e accessibile.
La sfida per i prossimi anni sarà l’omogeneizzazione della rete tra Nord e Sud e la semplificazione delle procedure di attivazione delle colonnine, elementi chiave per decretare il definitivo successo della mobilità a zero emissioni.