Installazione wallbox in condominio: cosa dice la normativa
C’è confusione quando si parla di installazione di una wallbox in condominio, un tema che genera ancora molto dubbi.
Serve l’autorizzazione dell’assemblea? Come gestire i rapporti con l’amministratore o con gli altri condomini? A complicare il quadro ci sono norme, leggi e circolari tecniche che non sempre risultano di immediata comprensione.
In questo articolo facciamo chiarezza, analizzando la normativa italiana in materia, i diritti e gli obblighi da rispettare, gli aspetti pratici e tecnici da considerare per installare una wallbox in condominio in modo sicuro e conforme alla legge.
La normativa di riferimento
Il punto di partenza è l’Articolo 1122-bis del Codice Civile, introdotto con la Legge n. 134 del 2012. Questa norma stabilisce che ogni condomino ha il diritto di installare infrastrutture per la ricarica di veicoli elettrici in aree comuni, a proprie spese, senza necessità di autorizzazione preventiva da parte dell’assemblea.
Chi desidera installare una wallbox nel proprio posto auto, all’interno di dell’autorimessa condominiale, deve far valere i suoi diritti, purché non si arrechino danni alle parti comuni o si comprometta la stabilità, la sicurezza o il decoro architettonico dell’edificio.
Anche l’Articolo 1102 del Codice Civile corre in aiuto dei fan della mobilità elettrica, in quanto stabilisce che ciascun partecipante può servirsi della cosa comune, purché non ne alteri la destinazione e non impedisca agli altri partecipanti di farne parimenti uso secondo il loro diritto.
Normativa antincendio: la Circolare dei Vigili del Fuoco
La Circolare n. 2/2018 dei Vigili del Fuoco fornisce linee guida operative per l’installazione dei infrastrutture di ricarica dei veicoli elettrici in ambienti con CPI (Certificato Prevenzione Incendi), soggette quindi a verifiche periodiche da parte dei Vigili del Fuoco.
Il documento sottolinea che le uniche modalità di ricarica consentite in ambienti con CPI sono:
- Modo 3, ossia wallbox e colonnine di ricarica in AC (Corrente Alternata)
- Modo 4, ossia colonnine in DC (Corrente Continua)
In autorimesse con CPI la ricarica di un’auto elettrica, ma anche di una ibrida plugin, una minicar o uno scooter elettrico, deve avvenire esclusivamente tramite un sistema di alimentazione fisso e collegato permanentemente alla rete elettrica. Questo sistema di ricarica, comunemente chiamato wallbox deve essere ben segnalato con idonea cartellonistica e riportare la seguente dicitura: STAZIONE DI RICARICA PER VEICOLI ELETTRICI
Sgancio di emergenza in autorimesse con CPI
Requisito tecnico fondamentale per le installazioni delle wallbox nelle autorimesse con CPI è il sistema di sgancio. Ciò significa che la linea elettrica deve trovarsi sotto bobina di sgancio, un dispositivo che, se azionato, interrompe immediatamente l’alimentazione elettrica della linea a cui è collegata.
Avete presente quel pulsante rosso su sfondo bianco che si trova appena prima dell’ingresso in garage? Ecco, quel pulsante è collegato alla bobina di sgancio generale che, se correttamente installato, e se azionato dai Vigili del Fuoco in caso di emergenza, stacca la corrente dell’intera autorimessa. Perciò quando colleghiamo la wallbox ad un’utenza privata, differente dalla linea elettrica condominiale che alimenta l’autorimessa, è estremamente importante che la linea elettrica che alimenta la wallbox si trovi sotto una nuova bobina di sgancio, collegata in parallelo alla bobina di sgancio generale dell’autorimessa. In questo modo , premendo il pulsante rosso di sgancio già presente, verrà staccata sia la corrente del garage (utenza condominiale) sia la corrente della wallbox (utenza privata).
Se la wallbox, invece, viene allacciata all’impianto elettrico condominiale, già regolarmente sotto sistema di sgancio, non è necessario installare una nuova bobina di sgancio dedicata alla wallbox.
Normative tecniche e sicurezza per l’installazione di wallbox in condominio
L’installazione di una wallbox in condominio deve rispettare una serie di norme tecniche e linee guida che riguardano la sicurezza degli impianti elettrici. Questi riferimenti sono fondamentali per garantire conformità legale e affidabilità dell’infrastruttura di ricarica.
Il Decreto Ministeriale 37/2008 disciplina la progettazione e la realizzazione degli impianti elettrici in Italia. In particolare:
- Stabilisce che gli impianti di ricarica devono essere progettati da un professionista abilitato (ingegnere, perito o elettricista qualificato).
- Impone il rilascio della Dichiarazione di Conformità (DICO), documento che certifica la corretta esecuzione dei lavori e la rispondenza alle normative vigenti.
Le Norme CEI (Comitato Elettrotecnico Italiano) forniscono gli standard tecnici da seguire per garantire sicurezza e affidabilità. Tra le più rilevanti citiamo:
- CEI 64-8 (Sezione 722): regola la realizzazione degli impianti elettrici destinati alla ricarica dei veicoli elettrici. Specifica i criteri di sicurezza, la necessità di protezioni differenziali, linee dedicate e modalità di connessione.
- CEI EN 61851: norma internazionale che definisce i requisiti di sicurezza delle apparecchiature di ricarica, comprese le wallbox. Regola la compatibilità elettromagnetica, i sistemi di comunicazione tra veicolo e colonnina e le modalità di ricarica.
Adempimenti nei confronti del condominio
Chiunque desideri installare, nel box o nel posto auto di proprietà all’interno di un garage condominiale, una wallbox collegata alla propria utenza privata, è tenuto ad inviare preventivamente una comunicazione scritta all’amministratore informandolo della sua intenzione.
Non è necessaria l’autorizzazione dell’amministratore né tantomeno dell’assemblea di condominio.
Al termine dell’installazione, il condomino è obbligato ad inviare all’amministratore la Dichiarazione di Conformità (DI.CO), documento, rilasciato da una ditta o da tecnici abilitati, che certifica la corretta esecuzione dei lavori e la rispondenza alle normative vigenti. Per sistemi di ricarica con potenza superiore a 6 kW e per installazioni in autorimesse con CPI è richiesta, oltre alla Dichiarazione di Conformità, anche la progettazione dettagliata da parte di un tecnico iscritto all’albo.
L’amministratore custodisce tale documentazione e la trasmette ai Vigili del Fuoco o alla ditta che si occuperà del rinnovo del CPI, solamente al rinnovo dello stesso e non subito al termine dell’installazione.
Chi paga i costi di installazione wallbox in condominio?
È bene chiarire anche l’aspetto legato ai costi di installazione della wallbox in condominio. Chiaramente, chi installa una stazione di ricarica ad uso privato ed esclusivo sostiene autonomamente le spese. Invece, nel caso in cui l’assemblea deliberi l’adozione di una soluzione condominiale condivisa, i costi devono essere ripartiti tra i partecipanti favorevoli ai lavori, secondo le quote millesimali o in base a un accordo interno. Questo principio evita conflitti e garantisce la libertà a ciascun condomino di dotarsi della propria stazione di ricarica senza gravare economicamente sugli altri che non sono interessati.


