La mobilità elettrica corre a una velocità straordinaria. L’evoluzione dell’auto va ben oltre il tipo di motorizzazione e coinvolge l’intero progetto del veicolo, trasformando profondamente il concetto stesso di mobilità e rivoluzionando il modo di guidare e vivere l’auto.
Dalle batterie allo stato solido, di nuova generazione, alle tecnologie di guida autonoma, dalle infrastrutture di ricarica intelligente ai sistemi di gestione energetica, i prossimi anni saranno decisivi per consolidare l’ecosistema EV (Electric Vehicle).
Batterie allo stato solido: maggiore autonomia e ricarica ultra-veloce
La batteria è da sempre uno degli elementi più critici delle auto elettriche. Autonomia e tempi di ricarica rappresentano le vere sfide per la diffusione su larga scala dei veicoli a zero emissioni. Le nuove tecnologie puntano proprio a superare questi limiti con soluzioni sempre più efficienti e performanti.
Negli ultimi mesi, diversi gruppi automobilistici hanno annunciato importanti progressi nel campo delle batterie allo stato solido, ossia accumulatori di energia di nuova generazione che sostituiscono l’elettrolita liquido o in gel delle tradizionali batterie agli ioni di litio con un materiale solido.
Questa soluzione, se confrontata con le batterie agli ioni di litio delle attuali auto elettriche, consente:
- Tempi di ricarica ridotti. In prospettiva, le più recenti innovazioni in fase di sviluppo promettono una ricarica completa in appena 5–10 minuti
- Minore usura che consente di mantenere prestazioni elevate per un numero maggiore di cicli di carica e scarica
- Livello di sicurezza superiore grazie all’assenza di materiali infiammabili
- Densità energetica più elevata. Per densità energetica si intende il rapporto tra la quantità di energia accumulata e il volume della batteria: una maggiore densità permette di avere batterie più leggere e compatte ma con maggiore autonomia
Le strategie di sviluppo di Honda e Toyota
Anche Honda e Toyota sono al lavoro sulle batterie allo stato solido, ma con un approccio più prudente.
Dai brevetti depositati emerge come le priorità non siano solamente le prestazioni, ma soprattutto l’affidabilità e la standardizzazione dei processi produttivi su larga scala.
Per Honda, il nodo principale è garantire che le batterie allo stato solido resistano nel tempo a sollecitazioni meccaniche e termiche. Durante l’utilizzo, infatti, le celle della batteria si espandono e si contraggono. Questi movimenti vengono assorbiti in modo efficace nelle batterie agli ioni di litio con elettrolita liquido, mentre nelle batterie con elettrolita solido il rischio è la formazione di micro-crepe e distacchi tra gli strati interni, che possono compromettere rapidamente le prestazioni.
Per Toyota la vera sfida non è solo dimostrare che la tecnologia funzioni, ma renderla ripetibile, affidabile e standardizzata su milioni di unità. Le batterie allo stato solido, da quanto emerge dalle ricerche condotte dal gruppo giapponese, sono sensibili a umidità, contaminazioni e variabili di processo. Ogni batteria deve uscire dalla fabbrica con caratteristiche identiche, senza alcuna piccola variazione che possa influire su sicurezza, prestazioni o durata. È proprio questa fase di industrializzazione che, secondo Toyota, richiede ancora tempo. Si stima non prima del 2030.
Le posizioni di Honda e Toyota invitano alla cautela, poiché le batterie allo stato solido devono ancora superare diversi ostacoli tecnici prima di una diffusione su larga scala. Secondo i vertici di entrambi i marchi, una piena maturità tecnologica non è attesa prima del 2030.
Le aziende cinesi in prima linea nello sviluppo delle batterie allo stato solido
I giganti cinesi Chery e Geely Holdings, hanno reso noto lo sviluppo di batterie allo stato solido, con l’obiettivo di avviare la produzione su larga scala a partire dal 2027.
Il marchio cinese Exeed, parte del Gruppo Chery, sembra essere attualmente il più avanzato nello sviluppo di questa tecnologia. Secondo le dichiarazioni ufficiali, la prima auto equipaggiata con batteria allo stato solido potrebbe arrivare sul mercato già al termine del 2026.
La Exeed Liefeng potrebbe essere la prima auto a ridefinire il concetto di autonomia: Chery promette una densità energetica di 600 Wh/kg e fino a 1.500 km di autonomia per singola ricarica, con prestazioni garantite anche in condizioni climatiche estreme, fino a –30 °C.
Anche Geely è a lavoro già da diversi anni nello sviluppo di batterie allo stato solido. Il gruppo proprietario di brand come Volvo, Polestar e Lotus ha realizzato un prototipo da 400 Wh/kg di densità che verrà presto testato sulle auto.
Nel panorama mondiale della mobilità elettrica, la Cina si sta affermando come il principale protagonista nello sviluppo delle batterie allo stato solido, confermando la propria leadership nel mercato delle batterie. Grazie a ingenti investimenti, a una filiera industriale perfettamente strutturata e a una forte spinta all’innovazione, i gruppi cinesi stanno accelerando il passaggio dalla fase sperimentale alla produzione su larga scala. Mentre molti costruttori occidentali e giapponesi adottano un approccio più prudente, puntando sulla maturità tecnologica nel lungo periodo, le aziende cinesi sembrano determinate a portare sul mercato le prime applicazioni concrete già nei prossimi mesi.
Le batterie allo stato solido rappresentano probabilmente l’innovazione più promettente per migliorare efficienza, sicurezza e accessibilità dell’auto elettrica. Se le previsioni verranno confermate, questa tecnologia è destinata a rivoluzionare il mondo della mobilità, riducendo definitivamente i limiti legati ad autonomia, ricarica e durata.
In questo scenario, il ruolo della Cina potrebbe risultare decisivo nel guidare la prossima grande trasformazione dell’auto elettrica.


