In molti ci chiedono se è possibile ricaricare l’auto elettrica con un contatore da 3 kW. La risposta è sì, ma ci sono alcune limitazioni. In questo articolo vedremo quanta potenza serve per ricaricare un’auto elettrica, i tempi reali di ricarica e quando conviene aumentare la potenza del contatore.
La potenza elettrica del contatore
La potenza elettrica, espressa in kilowatt (kW), indica quanta energia può essere utilizzata contemporaneamente in un’abitazione. Solitamente negli appartamenti all’interno di condomini i contratti di fornitura elettrica sono generalmente in monofase, con una potenza impegnata di 3, 4,5 o 6 kW e una potenza disponibile, rispettivamente di 3,3, 4,95 e 6,6 kW.
La potenza tollerata, inoltre, consente di usare fino al 33% in più della potenza del contatore, per un massimo di 182 minuti (3 ore) anche non consecutivi.
Potenza disponibile = Potenza impegnata + 10% (nessun limite di tempo)
Potenza tollerata = Potenza impegnata + 33% (massimo 3 ore)
Perciò con una fornitura elettrica standard da 3 kW, sarà possibile ricaricare l’auto fino a 3,3 kW senza limite di tempo e fino a 4 kW ma per un tempo massimo di 3 ore. Superata tale potenza o il tempo limite “scatta” il contatore e si interrompe l’elettricità.
Quanti kW servono per ricaricare un’auto elettrica
Il fabbisogno di potenza dipende da alcuni fattori:
- La capacità della batteria dell’auto
- La percorrenza media giornaliera
- Il tempo a disposizione per la ricarica
Il tempo di ricarica è dato dal rapporto fra la capacità della batteria (kWh) e la potenza di ricarica (kW). In un articolo precedente ci siamo soffermati sui diversi aspetti che incidono sui reali tempi di ricarica di un’auto elettrica a casa.
Facciamo degli esempi pratici supponendo di poter ricaricare l’auto per 7 ore al giorno:
- Con un contratto di fornitura elettrica da 3 kW, la batteria si caricherà di circa 20-23 kWh che si traduce in 110-150 km di autonomia
- Con un contratto di fornitura elettrica da 4,5 kW, la batteria si caricherà di circa 31-34 kWh che si traduce in 180-220 km di autonomia
- Con un contratto di fornitura elettrica da 6 kW, la batteria si caricherà di circa 41-46 kWh che si traduce in oltre 250 km di autonomia
Se percorri meno di 100 km al giorno, ti basteranno 3 kW per ricaricare l’auto di notte. Non occorrerà in queso caso aumentare la potenza del contatore.
Il giusto equilibrio fra la ricarica dell’auto e i consumi domestici
Per verificare la potenza del proprio impianto elettrico domestico occorre trovare in bolletta la voce potenza impegnata. Se disponi di 3 kW e utilizzi molti elettrodomestici contemporaneamente, anche durante la ricarica dell’auto, valuta di passare a 4,5 o 6 kW e scegli una wallbox con gestione dinamica dei carichi, che regola automaticamente la potenza di ricarica in base ai consumi domestici. In questo modo mentre l’auto è in carica puoi accendere il forno o il condizionatore senza problemi: la wallbox ridurrà la potenza fino ad arrivare in standby, per poi ripartire autonomamente quando l’energia disponibile.
Ricaricare un’auto elettrica con un contatore da 3 kW è assolutamente possibile, a patto di conoscere le proprie abitudini di guida e di ricarica. Chi percorre distanze quotidiane contenute e fa il pieno di energia durante la notte, una potenza di 3 kW è più che sufficiente. Tuttavia, se in casa c’è un consumo energetico elevato e si desidera ridurre i tempi di ricarica anche durante le ore diurne, può essere utile valutare un aumento della potenza della propria fornitura elettrica.


